Macaria Cistareddha è la magia capraricese, è l’aria contadina che si respira passeggiando tra le vie del paese. Sono ancora vive negli occhi dei meno giovani le immagini di uomini, donne e bambini che al ritorno dalle campagne si riunivano nelle corti o semplicemente seduti sull’uscio di casa a mangiare e raccontare la giornata nei campi. Oggi, come allora, questa magia ritorna ogni 8 di agosto. Le immagini sbiadite di una volta riprendono il colore dell’estate salentina e le stradine illuminate a festa sono pronte ad accogliere a braccia aperte i visitatori come amici e fratelli poiché, come recitano i versi di una poesia di Padre Davide Maria Turuldo, impressi ai lati della Chiesa matrice, “qui nessuno è straniero…”. Lungo tutto il percorso della sagra mani sapienti di nonne e mamme prepareranno i piatti della tradizione con antiche pratiche culinarie che donano ad ogni piatto un sapore d’altri tempi. La cucina contadina è un patrimonio di inestimabile valore che deve essere tramandato di generazione in generazione per accompagnare lontano nel tempo la saggezza secolare di un popolo. Una cucina fatta di pietanze povere a base di legumi e verdure ma anche di prelibati “piatti da festa” come la “pasta fatta a casa”, le varietà di carni, le verdure di stagione, le pittule, e tanto altro ancora. Il percorso della sagra sarà arricchito con opere dell’artigianato locale e dall’allestimento di una mostra artistico-artigianale all’interno di un antico frantoio ipogeo di notevole valore storico. La tradizione dell’arte della cucina è sempre legata a momenti di festa e di musica. A farci guidare lungo il percorso della sagra saranno le note di musicisti tra i più importanti del panorama della musica popolare salentina: i briganti di Terra d’Ontranto , storico gruppo della grecìa salentina che ci farà rivivere la tradizionale pizzica, e la BandAdriatica con il leader Claudio Prima ( il carismatico organettista della notte della Taranta) che invece ci trascineranno in particolari viaggi musicali intorno ai popoli e ai luoghi dell’Adriatico. La Macaria è, e sarà sempre, una festa della riscoperta delle nostre origini fatte di lavoro, lacrime e sudore ma anche di accoglienza e amore per la propria terra. .